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Una domanda frequente ………. è “"Che differenza c'è
tra psichiatria, psicologia psicoterapia e psicoanalisi?"
Cominciamo con la psichiatria.
Il termine psichiatria si riferisce a quella
branca della medicina che studia la patologia e il trattamento delle
malattie mentali. Il campo delle malattie mentali è qui inteso in un
senso molto ampio dal momento che comprende sia gli stati di
sofferenza in cui risultano compromesse le capacità intelletive
(insufficienze mentali, demenze) o in cui è compromessa la capacità
di integrazione della personalità (schizofrenie), sia gli stati in
cui le capacità intellettive o l'integrazione della personalità sono
risparmiate (personalità psicopatiche), sia gli stati di sofferenza
temporanei (confusioni mentali, epilessie), sia le patologie
dell'affettività (distimie, ciclotimie), sia le reazioni ad eventi
traumatici sia le varie forme di nevrosi…………….
La psicologia è la scienza che
studia, descrive e interpreta i fenomeni psichici servendosi del
metodo sperimentale, della statistica e dei modelli
matematici………………..
Lo strutturalismo e il funzionalismo
La prima scuola psicologica è rappresentata
dallo strutturalismo, di cui Wundt è considerato un
precursore. Nasce in America, anche se si sviluppa per opera di
Edward Bradford Titchener (1867-1927),che era inglese ed era stato
un allievo di Wundt.
Allo strutturalismo si contrappone
immediatamente il funzionalismo che è il primo
movimento psicologico completamente americano. Entrambe le scuole
prendono come oggetto di indagine della psicologia la coscienza,
cioè l'insieme dei processi mentali che avvengono in un preciso
momento della vita dell'individuo. Il dibattito tra le due scuole
riguardava principalmente il punto di vista da cui affrontare lo
studio dei processi mentali: gli strutturalisti si chiedevano cosa
fossero i processi mentali e i funzionalisti si chiedevano a cosa
servono e come funzionano. Per rispondere a questi interrogativi
secondo gli strutturalisti era necessario scomporre l'esperienza
cosciente nei suoi elementi più semplici (immagini, pensieri,
emozioni), attraverso l'introspezione, secondo i funzionalisti
invece l'esperienza cosciente andava considerata nella sua
globalità…………………..
Sigmund Freud: La Psicoanalisi
Mentre in Germania si sviluppava la psicologia
sperimentale, in Francia si scopriva un forte interesse per la
psichiatria. Nel campo del trattamento dei malati di mente si
assisteva ad un cambiamento importante: cominciava ad essere
riconosciuta la causa psichica del disturbo mentale in luogo della
lesione cerebrale che in molti casi non era accertabile. Figure di
rilievo in questo senso furono Jean-Martin Charcot (1825-1893)e il
suo allievo Pierre Janet (1859-1947).
Luminare della medicina Charcot per primo
aveva diagnosticato l'isteria come una vera e propria malattia.
Venivano diagnosticati come "isterici" quei pazienti
(prevalentemente donne) che lamentavano disturbi funzionali senza
che vi fossero danni organici sottostanti. Charcot aveva iniziato a
curare l'isteria attraverso l'uso dell'ipnosi. L'ipnosi è una
particolare condizione psichica caratterizzata da uno stato
intermedio tra il sonno e la veglia in cui sono ridotte le capacità
critiche, vi è un aumento della suggestionabiltà e l'attenzione è
limitata alle sole richieste dell'ipnotizzatore. Fino a quel momento
l'ipnosi era stata utilizzata prevalentemente da saltimbanchi e
ciarlatani a scopi tutt'altro che terapeutici.
A Vienna Freud, divenuto neuropsichiatra,
cominiciava ad affrontare alcuni casi di questi casi di isteria.
Questi malati non presentavano in genere interesse clinico per i
medici. In linea di massima erano considerati, come anche i
nevrotici in genere, semplicemente dei simulatori di malattia………….
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Capitolo terzo
Il comportamentismo
Le tesi
di Freud che in Europa otterranno credito solo dal 1919,
ricevono una buona accoglienza negli Stati Uniti dove cominciano
a diffondersi dal 1909.
Sempre negli Stati Uniti nello
stesso periodo, vengono tradotti e resi noti gli esperimenti di
Pavlov sugli animali. Essi forniranno le basi per la teoria di
una nuova scuola che si andava formando in America, la
psicologia comportamentista, che rappresenterà il capovolgimento
più estremo dell' assunto di base della psicologia come
disciplina che studia l'anima (psiche in greco vuol dire
"anima", psicologia quindi significa "studio dell'anima").
Secondo il comportamentismo più radicale, è
di pertinenza della psicologia lo studio del solo comportamento
osservabile. Viene circoscritto il campo della ricerca
all'osservazione del comportamento animale e umano, negando
importanza ai fenomeni della coscienza e al metodo
dell'introspezione fino a quel momento utilizzato per studiarla
poiché entrambi per loro natura non passibili di verifica
oggettiva.
Questa posizione così estrema è
giustificata soprattutto da due obiettivi: da una parte
l'intenzione di dare alla psicolgia uno statuto simile a quello
delle scienze esatte liberandola dall'impostazione filosofica,
dall'altra l'esigenza, dato l'inserimento sistematico delle
macchine nel ciclo produttivo, di sapere, attraverso
l'osservazione/misurazione del comportamento, ciò di cui un
individuo è capace e quali sono le sue potenzialità sul piano
del rendimento produttivo.
Il comportamentismo nasce ufficialmente nel 1913………………
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Capitolo
quarto Jean
Piajet: l’epistemologia genetica
Il metodo sperimentale rigidamente imposto
dai comportamentisti, ha fatto sì che le ricerche psicologiche
fossero da lì in poi impostate in maniera scientifica, nello
stesso tempo però ha impoverito il campo di studio della
psicologia riducendo al comportamento tutte le capacità umane.
Era necessario recuperare l'aspetto
più umanistico della psicologia. Jean Piaget (1904-1980) ha
avuto probabilmente un ruolo determinante in questo senso.
Jean Piaget ha elaborato la più
completa interpretazione e osservazione dello sviluppo
cognitivo, cioè dello sviluppo dell'intelligenza, partendo dal
presupposto che questa abbia una dimensione genetica.
Il termine "genetico" si riferisce
allo sviluppo individuale (ontogenesi). La psicologia genetica
cerca di spiegare le funzioni mentali, i processi cognitivi,
attraverso il modo in cui si sono formati, cioè attraverso il
loro sviluppo nel bambino.
Per fare questo Piaget è partito
dallo studio dello sviluppo delle diverse strategie che il
bambino usa per risolvere problemi sperimentali.
Secondo Piaget l'intelligenza ha una base biologica. Alla
nascita non possediamo strutture mentali cognitive già
costituite ma piuttosto un modo di metterci in relazione con
l'ambiente. Questo modo, che è poi in comune a tutti gli esseri
viventi, ha due principali caratteristiche……….
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Capitolo quinto
Il cognitivismo
Il cognitivismo nasce dal comportamentismo il suo nome iniziale
era infatti ceno-comportamentismo. Esso non é esattamente una
scuola, almeno non nel senso in cui lo erano lo strutturalismo,
il comportamentismo o la psicologia della gestalt.
Abbiamo visto che il
comportamentismo cercava di spiegare il comportamento umano come
il risultato di apprendimenti e condizionamenti avvenuti a
partire dall'infanzia, con un completo disinteresse per i
processi mentali che avvengono nell'individuo e che questa
impostazione aveva ridotto sempre di più il campo di indagine
della psicologia.
Negli anni '50 alcuni psicologi
provenienti dal comportamentismo, si rendono conto che era
necessario capire ciò che avviene nell'organismo tra il momento
in cui è sottoposto ad uno stimolo ambientale e il momento in
cui risponde a questo stimolo.
A questo scopo risultavano utili la
teoria dell'informazione (presa in prestito dalla
matematica) e la cibernetica (scienza nata insieme agli
elaboratori elettronici, che studia i processi di controllo e di
comunicazione nei sistemi complessi come le macchine, gli
organismi e le società).
Gli elaboratori elettronici sono
stati considerati fin dall'inizio come modelli del cervello
umano, per questo erano anche chiamati "cervelli
elettronici"………………………….
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Capitolo sesto
John Bowlby: la
teoria dell’attaccamento
John Bowlby (1907-1990), psichiatra,
psicanalista, entra a far parte della Società psicoanalitica
negli anni Trenta. In quel periodo la Società era divisa in due
opposte fazioni guidate da una parte da Melanie Klein e
dall'altra da Anna Freud, che si scontravano su alcuni aspetti
teorici della psicoanalisi. Abbiamo visto che Freud considerava
fondamentale il complesso edipico per lo sviluppo della nevrosi
e si era occupato poco della relazione madre-bambino. La Klein
introduceva invece l'importanza del rapporto con la madre
soprattutto nei suoi aspetti fantasmatici, Anna Freud al
contrario, rimaneva fedele al punto di vista paterno.
In questa atmosfera caratterizzata
dalla lotta per la supremazia, Bowlby cercò di trovare un suo
spazio portando avanti due discorsi: il primo, quello di dare
scientificità alla psicoanalisi e di rivedere la teoria
freudiana alla luce delle più recenti scoperte scientifiche, dei
meccanismi di "feedback" e dei "processi di informazione", il
secondo di riconoscere all'ambiente un ruolo importante
nell'eziologia delle nevrosi……………….…………………………………………………….
……….gli effetti a lungo termine delle
separazioni e deprivazioni, potevano talvolta essere disastrosi
e condurre alla nevrosi, alla delinquenza, alla malattia mentale
o, comunque innescare il ciclo di deprivazione: il bambino
emotivamente deprivato diventava da adulto un genitore
trascurante o maltrattante.
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Capitolo settimo
L'identità Personale
L'identità personale è tutto ciò che noi
siamo, le nostre caratteristiche fisiche, psicologiche,
culturali a partire dal nome e dalla data di nascita. E'
l'espressione del rapporto tra una serie di aspetti personali:
il modo di ragionare, di affrontare i problemi, di comunicare
con gli altri, gli interessi, le abilità, l'atteggiamento verso
il mondo esterno, i rapporti affettivi con le persone o con i
luoghi, il modo di porsi nei confronti degli altri, i progetti
per il futuro. Tutto questo ci rende unici e inconfondibili agli
occhi degli altri e ci dà un senso di definizione, appartenenza
e continuità nel tempo che ci permette di dire ogni giorno:
"questo sono io", riconosco me stesso come lo stesso di sempre
anche di fronte a cambiamenti importanti.
L'identità personale si costruisce.
Il processo di costruzione comincia alla nascita, si svolge
prevalentemente nel rapporto con gli altri e non si ferma al
raggiungimento dell'età adulta, ma prosegue per tutta la vita.
Per tutta la vita aggiungiamo, togliamo o modifichiamo qualità,
tratti, interessi, capacità nella nostra identità…………………
……….molte delle cose che facciamo
quotidianamente vanno a rafforzare o indebolire il nostro senso
di identità.
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Capitolo
ottavo
L'Autostima
L'autostima è la valutazione
positiva o negativa che un individuo può fare di se stesso, il
giudizio sistematico e approfondito delle proprie caratteristiche e
competenze personali. Il livello di autostima è influenzato, anche
se non sempre, dai successi o dagli insuccessi nel raggiungimento di
obiettivi importanti nella vita (nel senso che l'autostima si
innalza o si abbassa se l'individuo si valuta positivamente o
negativamente in quella particolare situazione), soprattutto quando
i successi o i fallimenti sono valutati dalla persona come
dipendenti da sue caratteristiche interne.
L'autovalutazione può comportare
degli errori sia come sopravvalutazioni che come sottovalutazioni
delle caratteristiche personali. L'autostima si abbassa per esempio
durante gli stati di depressione dato che in quei momenti
l'individuo tende a disprezzarsi e svalutarsi e aumenta invece negli
stati di euforia, momenti in cui l'individuo tende a
sopravvalutarsi……
Le Emozioni
Le emozioni sono reazioni affettive
intense, provocate da stimoli interni o esterni all'organismo,
caratterizzate da una fase acuta e di breve durata. Esse rientrano
nel più ampio gruppo di stati psicologici denominato affetti
: tutte le emozioni sono affetti ma non tutti gli affetti sono
emozioni - per esempio l'umore è uno stato affettivo di scarsa
intensità che tende a perdurare nel tempo e per il quale è più
difficile risalire alle cause che lo hanno determinato…………………..
……………..la psicologia del senso
comune riteneva, e in parte ritiene tuttora, che le emozioni fossero
contrapposte alla razionalità come se la psiche potesse essere
scomposta in due parti: una positiva e razionale in cui operano la
coscienza, il linguaggio e la ragione e una negativa e irrazionale
in cui le emozioni e l'impulsività hanno il sopravvento. Si riteneva
inoltre che le emozioni avessero un corso automatico, al di fuori
della volontà dell'individuo, che fossero insomma qualcosa di
scomodo, oltre che sgradevole, che era meglio reprimere.
Gli studi più recenti, di
orientamento prevalentemente cognitivista, hanno elaborato punti di
vista diversi………….
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Capitolo decimo
Le relazioni
sentimentali
………….formare legami di coppia
stabili e riprodurre il proprio patrimonio genetico sono
considerati traguardi importanti dello sviluppo. Anche se non
tutti scegliamo di vivere in coppia o di avere figli, tutti
sentiamo l'impulso di innamorarci e costruire con un partner un
rapporto esclusivo.
Innamorarsi significa
letteralmente accendersi d'amore per un'altra persona.
L'innamoramento avviene
generalmente nella fase iniziale del rapporto di coppia ed è
caratterizzato dall'irrazionalità, dalla fusione, dalla cecità
affettiva. Durante l'innamoramento "l'altro" rappresenta tutto
il mondo. ……..
…….. i primi innamoramenti sono
molto brevi e poco coinvolgenti …………
………… permettono di iniziare a
prendere consapevolezza della propria capacità di provare ed
esprimere sentimenti d'affetto…….
…….. se ….. i rapporti di coppia
aiutano a costruire la propria identità da adulti, lo fanno ancor di più durante l'adolescenza
……………………………………………… i primi
innamoramenti funzionano proprio da conferma dell'identità che
si va strutturando e un eventuale rifiuto rappresenta una non
conferma e può essere fonte di grande angoscia e dolore…………………
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Capitolo Undicesimo
Il Sogno
………….Freud sosteneva che il
sogno fosse un tentativo di appagamento mascherato di un
desiderio inconscio rimosso perché inaccettabile.
Oggi si tende a spiegare
l'esistenza dei sogni in maniera diversa: non tanto
mascheramento di desideri e fantasie inconsce o via privilegiata
per accedere a dimensioni nascoste della personalità, quanto
piuttosto uno dei modi attraverso cui si manifesta il proprio
modo di essere e di mettersi in rapporto con il mondo
circostante, una specie di presentazione della propria
personalità. Per questo motivo il sogno va più letto che
interpretato.
Il sogno è……… una forma
particolare di pensiero che avviene durante lo stato di sonno,
la forma che assume l'intelligenza durante la notte dal momento
che, come il cervello, rimane attiva anche se dormiamo………
……..l'attività onirica
sembra…………contribuire al mantenimento del proprio equilibrio
psicologico
……………… oggi si pensa che
un'altra funzione del sogno sia quella di confrontare esperienze
attuali con esperienze passate e mettere in ordine le esperienze
fatte durante il giorno in un momento in cui il cervello è più
libero di farlo perché non costretto ad elaborare altri stimoli
provenienti dall'esterno: una specie di aggiornamento dei
"documenti" archiviati nella nostra memoria………………
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